Per un laboratorio antropologico
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Pezze a colori...

La vista non dipende solo dagli occhi…Solo coltivando diversi modi di vedere è possibile concepire e realizzare un’opera.

Molte nostre nuove professioni nascono dall’arte di vedere l’invisibile.

Qualunque cosa tu faccia, qualsiasi iniziativa tu voglia intraprendere, qualsiasi progetto desideri realizzare devi fare i conti con un nemico invisibile potentissimo:  il Merkato. Ma se vuoi puoi sfidarlo, sai? Come? Con quali armi? È semplice, privandolo della risorsa che fa di lui il principe incontestato del nostro mondo: il tempo.

Gli anni divorano vite sterili e le stelle stanno a guardare
Mentre gl’istanti annientano la monotonia dei giorni.
Vociare diffuso dei secoli in magiche notti d’estate
Quando la Storia grida vendetta dalle fogne ricolme di merda…

Chi l’ha mai osservata la vita? Una straordinaria invenzione che nessuno ha mai visto! E invece…ecco. È come se fosse lì ad aspettarmi. Impaziente. Buttati! Vai! Cosa aspetti?

“Non esiste alternativa” aveva detto Maggie Thatcher. La Grande Maga! Remare, remare, remare; insieme agli altri galeotti “felici”. E la nave va, con il peso morto dei giorni che passano. E poi? E poi, guarda caso, una talpa amica, senza nemmeno volerlo, ti mette knock out. Quando ti svegli sei un’altra persona.

La vita è un bene troppo prezioso per lasciarla nelle mani di chi della tua serenità e delle tue soddisfazioni  se ne sbatte…la vita la si può inventare cominciando col credere che la gratuità e l’amicizia possano essere il fondamento di un nuovo patto sociale.

Dice Cicerone: “chi osserva un vero amico, osserva come un’immagine se stesso. Per questo gli assenti diventano presenti, i poveri ricchi, i deboli forti e, cosa più difficile a dirsi, i morti diventano vivi.”

I luoghi di Roma parlano, raccontano, protestano. Pezzi di storia appaiono, travestiti in fantasmi, prima di dileguarsi a poco a poco e sparire nel nulla.

Estasi sotterranee: paesaggi urbani sorprendenti, dimore ancestrali dischiuse dalla fortuita demolizione di barriere posticce, storie di vita riemerse dal profondo di smisurati silenzi; fantasmi di vecchi compagni, volti di amici di sempre improvvisamente risvegliati dal sonno.

“Amici” erano diventati perfino i muri dei palazzi, i lastricati delle strade e delle piazze da curare e da proteggere perché restituissero la loro bellezza e il loro fascino.

L’acacia di piazza S. Egidio che parla: “Le mie parole erranti: il fruscio delle mie fronde. I miei racconti: ramificazioni improbabili. Le mie storie: esplorazioni delle mie radici, nel profondo. E allora? Percepire, tradurre, trascrivere i miei messaggi, le tue scoperte. Divagare, completare, comporre in trasfigurazioni. Poi, trasmettere, consegnare, coinvolgere. Perché? Destini urbani ignorati: l’indifferenza e poi la sega elettrica.”

La vita: unico bene comune. Dolce fatalità. La vita: condivisione, complicità, amicizia. Connivenza. E poi, assistenza, soccorso, sostegno col l’aiuto dei padri. Risveglio degli antenati complici. Defunti illustri. Maestri di vita.

I nemici hanno bisogno di nemici. Se li amate come amate voi stessi li renderete impotenti. I soldi si nutrono di soldi. Se li usate per coltivare legami di amicizia disinteressata non avranno più fame. La natura l’hanno snaturata per diventare solo risorsa utile. Se imparate a leggere i suoi messaggi in quel suo gigantesco libro aperto diventerà vostra complice; sarà la vostra fata dai poteri magici.

Clemenza, amicizia, natura: le saggezze di Seneca, di Cicerone e di Lucrezio ci salveranno!

 Il lavoro che parla, scambia, sbaglia e ricomincia da tre. Il lavoro che vive, che ride. Il torneo dei capolavori ignorati: la castagna sul podio dei vincitori.

Magia della genialità umana: idee generate da passioni condivise, dal desiderio di vederle un giorno germogliare. Eccitazione per i traguardi da tagliare insieme. Idee suggerite dagli antenati, alimentate dalla storia e dal contagio dell’amicizia, invise agli avvoltoi. Magia della genialità umana: idee come rivelazioni di progetti anomali, refrattari alle competizioni. Idee alate trasfigurate in progetti visionari. senza prezzo, invendibili. Progetti fuori commercio. Piccoli tesori senza padrone e senza brevetti. Messaggeri di un mondo che cambia.
Una rivoluzione sorprendente…Chiamata alla lettura, poesie in assetto di guerra. Dilagare di miti, leggende, narrazioni fantastiche. L’irrompere delle favole. Scorrerie di utopie realizzabili. Storia di storie. Cento, mille atti d’amore. Simbiosi di piante e d’animali. Alberi e uomini. Alberi e donne. Fusioni manoscritte. Un puzzle perennemente incompiuto. Una bella pezza a colori!

Si ha tanto bisogno di sognare! Ricordate? È stato come se voi tutti aveste trovato una seconda giovinezza. Più per curiosità che per vero interesse avete iniziato ad ascoltare quello che raccontavano in giro per il paese i cantastorie come me. È così che avete ritrovato il piacere di leggere. Quella che chiamo “la fabbrica d’idioti passivi”, intendo dire la televisione, ve lo aveva sottratto quel piacere.
Ci avete preso gusto. Sognare è figo! È come scrivere la scenografia di un vostro film segreto. Quei libri senza prezzo che circolavano un po’ dovunque, a offerta libera, e le chiavette elettroniche dalle quali scaricarli, vi avevano incuriosito. Vi chiederete la ragione di quella nuova rinascita inattesa del libro. Una risurrezione sorprendente, non è vero? La risposta è semplice. Eravate storditi dalla comunicazione. Più che storditi, eravate stomacati, nauseati, disgustati dal dilagare di media tanto più perfezionati quanto più idioti; tanto più “smart” per le loro tecniche, quanto più “trash” per i loro contenuti. Che il libro non è uno strumento di comunicazione, ma una relazione umana spesso enigmatica ma ricca di sorprese sono molti ad averlo scoperto in quella occasione.
Avete così scoperto che arte e cultura sono pagine di un libro gigantesco da sfogliare giorno dopo giorno; un libro che descrive avventure impossibili che diventano possibili.